Il cedro mano di Budda: come coltivare questo insolito agrume ornamentale

Il cedro Mano di Budda è un particolare agrume ornamentale conosciuto in Cina e Giappone sin dall’antichità.

Il cedro Mano di Budda è chiamato in questo modo  per la particolare conformazione dei suoi frutti i cui spicchi non si sviluppano nella solita forma tondeggiante ma ogni spicchio si separa dagli altri sviluppandosi come un’unità a sè stante  creando un frutto molto curioso e appariscente che sembra avere molteplici dita.

Per questo suo curioso aspetto il cedro Mano di Budda è un agrume ornamentale molto apprezzato dai collezionisti di tutto il mondo.

Specialmente in Cina e in Giappone è considerato un portafortuna simbolo di ricchezza e longevità.

I cinesi lo chiamano  “fo-shou” lo usano per profumare gli ambienti domestici e in cucina.

I giapponesi se lo scambiano  in occasione del Capodanno come augurio di longevità e ricchezza e anche perchè credono che gli abitanti della casa che lo ospita saranno fortunati durante l’anno che verrà.

La pianta che produce questo agrume dalla forma così particolare non è facilissima da coltivare però sa dare grandi soddisfazioni all’appassionato che con pazienza vuole avere una varietà di cedro così caratteristica e profumata.

Questo agrume ornamentale sta benissimo come centrotavola e accostando più di un frutto sembra davvero che siano mani giunte in preghiera da qui il suo nome Mano di Budda.

Inoltre è possibile usare questo particolare agrume in cucina sia per canditi davvero spettacolari come profumo e gusto sia come ingrediente insolito nelle insalate perchè la sua parte bianca non è amara come succede nella maggior parte degli altri agrumi ma dolciastra.

E’ un agrume non per tutti ma vale davvero la pena ricercare la pianta e coltivarla anche perchè è difficile trovare in vendita questo agrume ornamentale così insolito.

Ho creato questo articolo che tratta del cedro Mano di Budda perchè sono numerosi gli appassionati che mi hanno chiesto notizie di questo agrume particolare  e  come coltivare questa insolita e rara pianta di cedro.

 

La storia del cedro Mano di Budda: dalle pianure del Bhutan alle coorti europee

La Mano di Budda è un’antica mutazione del cedro uno dei più antichi agrumi originario delle valli ai piedi della catena himalayana in India al confine con il piccolo stato del Bhutan.

Proprio in una di queste valli si ebbe questa mutazione che generò questo agrume così insolito da attirare l’attenzione dei monaci buddisti del luogo che lo diffusero in Cina nel IV secolo d.C.

Questo agrume, il cedro Mano di Budda, si trova raffigurato in antiche sculture di giada cinesi, in pannelli di legno e antiche stampe.

Dalla Cina questa varietà si diffuse nel vicino Giappone dove divenne un agrume bene augurante, usato in certe cerimonie religiose a motivo del suo intenso profumo.

Nel 1600 quando in Firenze governava la potente famiglia dei Medici gli agrumi divennero di gran moda e famosa era la collezione medicea di agrumi che raggiunse il suo apice con Cosimo III de Medici.

E’ di quel periodo la descrizione del gesuita “Giovanni Battista Ferrari” appassionato di botanica, nel suo libro sulla coltivazione e l’uso degli agrumi (“Hesperides sive de malorum aureorum cultura et usu”) del 1646 di un “brutto cedro a forma di dita” che potrebbe essere il cedro Mano di Budda.

Un’altra descrizione significativa di questo agrume è più tarda infatti Paolo Bartolomeo Clarici nella sua “Istoria e cultura delle piante ” del 1726 cita un “cedro a ditella” e presumibilmente si riferisce proprio al cedro Mano di Budda.

Oggi questa rara varietà ambita dai collezionisti si è diffusa in tutta Europa dove viene quasi sempre coltivata in vaso ma non è molto comune.

Il cedro Mano di Budda ha raggiunto anche l’America, introdotto alla fine dell’800 in California dove è cresciuto in piena terra in giardini e parchi e dove ha incontrato il favore del pubblico dalla fine del ‘900 sino ai nostri giorni.

 

Il cedro Mano di Budda: descrizione della pianta e del suo agrume

La pianta che produce questo agrume è un sempreverde che può  crescere come un grosso cespuglio o un piccolo alberello che, in condizioni ottimali e in piena terra, non supera i 5 metri di altezza.

Appartiene alla famiglia delle Rutacee e il suo nome scientifico è Citrus medica var. sarcodactylus ed è, come attesta il suo nome, una varietà di cedro.

I suoi rami sono lunghi e ricoperti da spine con foglie oblunghe di colore verde chiaro grandi e rade che sono rossicce in germoglio.

La fioritura è più abbondante in primavera ma qualche fiore si trova sulla pianta tutto l’anno, i fiori a mazzetti o singoli ma sempre profumatissimi, sono bianchi venati di viola ma ne esiste una varietà con  fiori completamente bianchi.

I frutti persistono a lungo sulla pianta in diversi stadi di maturazione,  sono verde intenso da immaturi e si colorano di un bel giallo vivo a maturazione avvenuta.

Sono di grande pezzatura, bitorzoluti e stellati con le “dita” che a seconda delle varietà possono essere aperte o chiuse, con buccia spessa e una parte bianca interna dolciastra che riempie le “dita”.

Il cedro Mano di Budda ha pochissima polpa piuttosto acida.

Le dita a seconda delle varietà possono essere in numero di cinque sino a raggiungere il numero di venti unità.

I frutti si raccolgono principalmente da ottobre a tutto dicembre ma i migliori sono quelli di ottobre derivanti dalla fioritura di maggio giugno.

Spesso questa mutazione non ha i semi tuttavia se li possiede possono essere piantati e sono fertili.

Esistono almeno 6 varietà di questo agrume coltivate in Cina in modo intensivo ma anche negli USA.

Alcune di queste varietà hanno le dita ravvicinate (chiuse) altre le hanno semiaperte e altre ancora formano una stella perchè sono completamente aperte.

Quest’ultimo tipo incontra maggiormente il favore degli europei mentre la varietà con le dita chiuse è più apprezzata nel continente asiatico.

In Asia con la pianta di questo agrume si creano dei bonsai particolarmente apprezzati perchè ornamentali tutto l’anno per la persistenza del fogliame, per la fioritura profumata e per la bellezza dei loro frutti.

 

Come coltivare la pianta del cedro Mano di Budda

Questa pianta non è di facilissima coltivazione perchè non solo non sopporta il gelo ma soffre anche in presenza di calore eccessivo e di siccità.

Ama il clima stabile caldo temperato e si trova bene in collina dove la frequente brezza le giova e contrasta  la cocciniglia, un insetto succhiatore simile all’afide, a cui è soggetta.

Se il territorio nel quale vuoi collocarla non presenta simili caratteristiche allora è meglio coltivarla in vaso dove si trova ugualmente bene.

Se vuoi coltivarla in piena terra non farle mancare le annaffiature, mettila in una posizione semi soleggiata e ogni autunno prima dell’inverno aggiungi ai piedi della tua pianta abbondante stallatico ben maturo.

In primavera  un buon concime per agrumi favorirà la ripresa vegetativa, accertati che vi sia una buona quantità di ferro indispensabile per la sana crescita di queste piante .

In inverno copri la tua pianta e diminuisci drasticamente le annaffiature.

Ricorda che il cedro Mano di Budda soffre se la temperatura diminuisce sotto i 7 -8 gradi sopra lo 0.

Per quanto riguarda  la potatura pota leggero, accorcia i rami troppo lunghi per dare un aspetto più compatto all’albero, togli le parti secche e malate e i succhioni se il tuo alberello è stato innestato.

Per il trapianto scegli il periodo autunnale e acquista piante coltivate in vaso perchè il cedro Mano di Budda attecchisce con difficoltà e mal sopporta i trapianti.

 

Coltivazione in vaso

In tutta l’Italia settentrionale, tranne che in rare zone della Liguria, è necessario coltivare questo agrume ornamentale in vaso per poterlo ritirare appena le temperature scendono anche se solo di notte.

Scegli un bel vaso capiente, perfetto sarebbe un bell’orcio toscano in terracotta particolarmente adatto per gli agrumi in quanto questo fragile materiale fa respirare le loro radici al contrario della plastica.

Inserisci un buon drenaggio perchè anche se non ama la siccità questa pianta non sopporta i ristagni d’acqua che fanno marcire le sue radici.

Per il terriccio ti consiglio un ottimo terriccio per agrumi già pronto e ben bilanciato.

Fai attenzione al pane di terra della pianta questo agrume mal sopporta i trapianti quindi maneggialo con cura e non romperlo.

Il cedro Mano di Budda vuole annaffiature frequenti ed abbondanti da aprile a settembre poi diradale a poco a poco specialmente se ritiri la pianta in serra oppure in una luminosa veranda dove la farai svernare.

Riportala all’aperto quando le temperature sono superiori ai 10 gradi sia diurne che notturne.

Per la potatura pota in primavera e poco, solo i rami secchi o rotti e se diventa troppo ingombrante accorcia della metà i rami più lunghi ogni due o tre anni.

Per dare vigore al tuo bell’alberello ogni primavera, quando lo riporti all’aperto, togli lo strato superficiale del terreno e sostituiscilo con un miscuglio di terriccio fertile e di concime per agrumi.

Colloca il grosso vaso in una posizione riparata e non troppo assolata ma ben luminosa e non spostarlo più per tutta la bella stagione.

Se avrai la pazienza e l’attenzione di riservare al tuo prezioso esemplare di cedro Mano di Budda queste cure ti ricompenserà con una fioritura profumata e con frutti che desteranno l’ammirazione di quanti avranno la fortuna di ammirarli.

 

Le proprietà del cedro Mano di Budda

Questo agrume essendo una mutazione del cedro ha le sue stesse proprietà ma avendo poco succo queste si racchiudono principalmente nella buccia e nella polpa.

Il suo scarso succo però è ricco della preziosa vitamina C e di vitamine del gruppo B.

La buccia è benefica per l’intestino perchè è ricca di fibre che aiutano le funzioni intestinali inoltre possiede i flavonoidi potenti antiossidanti benefici per tutto l’organismo.

E’ utile anche per chi fa dieta perchè ha pochissime calorie.

Dalla sua profumata buccia si ricava un olio profumatissimo e particolarmente adatto per contrastare l’antiestetica cellulite mischiando poche sue gocce con l’olio di mandorle e poi massaggiando la parte colpita da cellulite con questo profumatissimo olio.

In Cina la scorza essiccata di questo agrume viene prescritta dalla medicina tradizionale come tonico e stimolante.

 

Il cedro Mano di Budda in cucina

Questo frutto viene impiegato più come ornamento e bellezza che come ingrediente culinario.

Può essere usato per dare un grato profumo alla biancheria e ai cassetti, può far bella mostra di sè come centrotavola o come vistosa composizione.

Può guarnire importanti piatti di pesce e di molluschi oppure le sue dita affettate finemente possono costituire un sapore insolito nelle insalate.

Le “dita” possono essere tagliate longitudinalmente e poi candite per creare fantastici stuzzichini o per diventare un profumato e insolito ingrediente per dolci di qualità.

Se hai la fortuna di possedere questa rara pianta,  quindi puoi disporre di numerosi frutti, una vera bontà è la marmellata con il cedro Mano di Budda una vera profumata delizia.

Inoltre puoi tagliare questi frutti per intero senza sbucciarli e aggiungerli alle torte per cucinare deliziosi dolci che piaceranno a grandi e piccini.

La parte bianca del frutto non essendo amara dona un sapore particolare ai cibi e non va scartata.

Le scorzette del cedro Mano di Budda possono essere usate al posto di quelle dei limoni per guarnire e profumare i liquori per esempio la vodka.

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Conclusioni

Il cedro Mano di Budda è una rara varietà di cedro che merita di essere coltivata perchè per i suoi frutti è davvero ornamentale e non è una varietà che si veda spesso.

Per crescerla al meglio occorre avere un pò di pratica nella coltivazione degli agrumi, come capita spesso per le piante belle e rare non è per tutti e non mi sentirei di consigliarla ad un principiante.

Però devo dire che è una grande soddisfazione avere la pianta e vedere i frutti stellati che si formano e si ingrandiscono a poco a poco per diventare dei grandi frutti che spiccano fra il verde delle foglie con il loro colore appariscente di un bel giallo vivo che tende all’arancio.

Mi sono ripromessa di acquistare questa pianta così speciale che forma l’orgoglio e la preoccupazione di una mia cara amica grande appassionata di piante di agrumi che le dedica le cure più assidue e ne viene ricompensata dai suoi frutti davvero particolari.

Da lei ho assaggiato le dita candite e ti posso assicurare che vale la pena di coltivare questa rarità solo per gustare questa delizia che pochi hanno avuto la possibilità di assaporare.

Peccato che sia così rara ed è per far conoscere maggiormente il cedro Mano di Budda che ho creato questo articolo tutto incentrato su questo agrume ornamentale.

Se anche a te è venuto il desiderio di averlo credo che le informazioni che ti ho fornito ti siano utili, su questa rara pianta non ci sono molte notizie sicure sul web ed è un vero peccato vista la sua appariscente bellezza.

Se invece non la conoscevi e ti ha rapito il cuore allora ricerca un vivaio specializzato in agrumi per acquistarne un esemplare che sarà fra i più apprezzati della tua collezione.

Voglio darti  ultimo avvertimento prima di lasciarti.

Purtroppo questo agrume così delicato non resiste all’aria secca degli appartamenti in inverno.

Puoi tenerlo tranquillamente sul terrazzo o in un cortile dove farà bella mostra di sè durante tutta la bella stagione ma per quanto riguarda il periodo invernale occorre metterlo in serra fredda o in una veranda luminosa dove la temperatura non scenda al di sotto dei 10 gradi sopra lo o.

Se userai questa accortezza il tuo cedro Mano di Budda ti ricompenserà anno dopo anno con un’abbondante e profumata fioritura e con numerosi frutti.

Lasciandoti con questo augurio non mi resta che inviarti

un dolce affettuoso saluto da

firma Riccarda Pisano

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